Allaccio abusivo al contatore condominiale. Scatta il reato di furto aggravato

L'allaccio abusivo al conttore condominiale,viene punito con una condanna  di quattro mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di 200 euro.

L’allaccio abusivo al conttore condominiale,viene punito con una condanna di quattro mesi di reclusione ed al pagamento di una multa di 200 euro.

 

Un soggetto, reo di aver sottratto energia elettrica tramite allaccio abusivo ad un contatore condominiale, viene condannato in primo e secondo grado per il reato di furto di energia elettrica aggravato dalla violenza sulle cose destinate a un pubblico servizio.

L’imputato ha proposto ricorso per Cassazione sostenendo che la sentenza impugnata era viziata in quanto aveva ritenuto sussistente, nel caso di specie, l’aggravante di cui all’art. 625, n. 7, del codice penale.

Il ricorrente, riportandosi ad un orientamento giurisprudenziale ormai ampiamente superato, ha dedotto che tale aggravante non poteva essere applicata considerato che nel caso in questione ” l’allacciamento abusivo era stato effettuato sul contatore condominiale, ad uso privato, e non su un bene destinato a pubblico servizio“.

Il ricorso in Cassazione. La quarta sezione penale ha dichiarato infondata la tesi del ricorrente confermando la sentenza impugnata che lo aveva condannato per il reato di furto aggravato di energia elettrica. (Corte di Cassazione, sez. IV, 1.02.2018, n. 4939).

La sentenza, riportandosi all’orientamento consolidato, ha ribadito che nel caso di furto di energia elettrica tramite allaccio abusivo ad un contatore condominiale trova applicazione l’aggravante prevista dall’art. 625 n. 7 del codice penale norma che persegue come finalità quella di offrire maggiore tutela a determinate cose in ragione delle condizioni in cui si trovano o della destinazione delle stesse.

Secondo la giurisprudenza la sussistenza di tali presupposti, ossia la destinazione della cosa oggetto di furto ad un pubblico servizio (energia elettrica), si configura anche nel caso di specie malgrado oggetto dell’azione delittuosa sia stata la sottrazione di energia elettrica dal contatore condominiale. Continua a leggere

Infiltrazioni d’acqua in garage sotto un’aiuola condominiale: chi paga i danni?

Acqua nel garage, ne risponde il proprietario a meno che non vi sia una cattiva manutenzione dei giardini da parte dei loro proprietari.

Acqua nel garage, ne risponde il proprietario a meno che non vi sia una cattiva manutenzione dei giardini da parte dei loro proprietari.

 

Un lettore del quotidiano di difesa dei consumatori Il Salvagente ha inviato un quesito riguardante un particolare caso di danni da infiltrazioni di acqua. Il caso prospettato riguarda un condominio nel quale ci sono 8 garage di cui quattro collocati sotto i giardini di proprietà di due famiglie.

 Infiltrazioni di acqua in garage sotto un giardino

Il lettore è a conoscenza del fatto che in base al dettato legislativo se ci sono infiltrazioni di acqua le spese sono a carico del proprietario del box, ad eccezione del caso in cui esse non siano state provocate da una cattiva manutenzione dei giardini da parte dei loro proprietari e chiede se nel caso in cui si programmino lavori di manutenzione sul tetto devono essere compresi i millesimi riferiti ai garage che stanno sotto ai giardini.

La risposta del giornale parte dal considerare il caso di acqua che proviene dai giardini che fanno da copertura a un box. E’ necessario chiedere l’intervento di un tecnico per capire la causa delle infiltrazioni, che possono avere a che fare con la cattiva impermeabilizzazione del giardino o con il sistema di irrigazione oppure ancora con un altro impianto comune al #Condominio. Lo specialista stilerà una perizia nella quale descriverà lo stato dei luoghi e sulla base di essa si passerà allo step ulteriore del procedimento.

Risarcimento dei danni: principi generali

Il proprietario del giardino è responsabile dei danni cagionati ad un bene o luogo di proprietà altrui, in questo caso il garage, se è difettoso un impianto di pertinenza del suo bene oppure alla scarsa manutenzione di esso protratta nel tempo.

E’ questo il principio per distinguere un bene condominiale  da uno di pertinenza di un singolo condominio o un gruppo di proprietari.

Si tratta di un criterio oggettivo, il quale dovrebbe eliminare tutti i dubbi ogni volta che ci si chieda come debba essere ripartita una spesa in condominio #casa

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